L'elettromagnetometro è uno strumento in grado di misurare rapidamente la conducibilità dei terreni, grazie al campo elettromagnetico indotto, consentendo di ubicare i valori anomali imputabili a strutture, stratificazioni, agglomerati fluidi o melmosi o corpi sepolti.
Lo strumento permette la misura della componente in fase e della componente in quadratura e, al variare della frequenza di acquisizione e della distanza fra le bobine, la profondità di investigazione può arrivare fino a 6 metri circa.
Il peso dello strumento consente di trasportarlo con una semplice maniglia, ma per le grandi aree da investigare può essere trainato.
Grazie al fatto che si sfrutta il principio di induzione, lo strumento non deve essere a contatto con il suolo, permettendo una veloce acquisizione dei dati.
Questa velocità di acquisizione permette, rispetto ad altri sistemi geofisici, una economicità del metodo di indagine a parità di area investigata.
Il sismografo permette di ricostruire l'andamento delle velocità delle onde elastiche nel sottosuolo e di individuare i contrasti stratigrafici significativi, fornendo informazioni essenziali per la classificazione sismica dei siti e la progettazione strutturale.
I penetrometri statici e dinamici consentono di stimare i parametri meccanici e la stratigrafia del terreno attraverso l'infissione di una punta strumentata, fornendo dati utili alla progettazione di fondazioni, opere di sostegno e interventi geotecnici.

